La piattaforma

Tutto quello che serve a un'app vera. In un posto solo.

Non è una raccolta di strumenti da collegare: è una piattaforma sola, dove ogni parte conosce le altre. Ecco cosa ci trovi dentro, in sette capitoli, con le stesse parole che leggi nello Studio.

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Il cockpit di progetto dello Studio: la conversazione con il Builder a sinistra, l'anteprima al centro, il rail delle sezioni a destra.
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Il cockpit di progetto dello Studio: la conversazione con il Builder a sinistra, l'anteprima al centro, il rail delle sezioni a destra.
1Le fondamenta

I dati e quello che ci succede sopra

La parte che nessun generatore di schermate ti dà, e senza la quale un'applicazione è un disegno. Le tabelle sono un database vero; le azioni sono codice che gira sul server, con i tuoi dati e i tuoi permessi.

Com'è fatto il sorgente
  • I dati
    Tabelle e viste con le loro relazioni, che si guardano e si correggono come un foglio di calcolo. I tipi di campo sono già quelli che servono davvero — testo, importi, date, email, allegati — e ogni tabella dice a chi appartengono le righe: a una persona, a uno spazio, a tutti. Ogni progetto ha i suoi dati, separati da tutti gli altri.
  • La logica
    Un file, un'unità: l'azione che l'applicazione esegue quando qualcuno preme un tasto, e con la stessa forma il lavoro a orario, la reazione a una riga scritta, un'email o un pagamento, un webhook, un lavoro lungo in coda con i suoi tentativi e la sua attesa. Girano isolati dal resto della piattaforma. Si descrivono a parole; se un pezzo merita del codice, si apre e si scrive lì.
Come stanno insieme

Una richiesta attraversa le parti, nello stesso ordine

Le parti non sono moduli da collegare: chi arriva passa dagli accessi, trova la logica, lavora sui dati, e quello che ne esce parte da solo.

Chi arriva
Le personebrowser e app
Altri programmichiavi API
La porta e la logica
Gli accessiruoli e permessi
La logicaserver/
Il cuore
I datidata/
Quello che esce
Tempo realele pagine si aggiornano
Emaildal tuo mittente
Documentiprivati
  1. Chi arriva
    Le personebrowser e app
    Altri programmichiavi API
  2. La porta e la logica
    Gli accessiruoli e permessi
    La logicaserver/
  3. Il cuore
    I datidata/
  4. Quello che esce
    Tempo realele pagine si aggiornano
    Emaildal tuo mittente
    Documentiprivati
Fili viola: la richiesta · fili ambra: quello che ne esce
2Le interfacce

Le facce che le persone vedono

Un progetto non è una schermata: è il sito che ti fa trovare, l'app con cui i clienti fanno le cose e il pannello con cui tu le controlli. Convivono, e nascono già belle e coerenti.

Il kit di componenti
Più facce, un progetto solo
Il sito pubblico che si trova su Google, l'app per i clienti, il pannello per chi ci lavora: convivono nello stesso progetto e sugli stessi dati, ognuna col proprio indirizzo e il proprio accesso.
Bello senza scrivere CSS
Ogni schermata è fatta con i componenti di un kit: tabelle, moduli, schede, griglie. Un colore, un carattere, un raggio si cambiano in un foglio di stile solo, con le variabili CSS; chi vuole andare a fondo arriva fino all'ultima parte di un componente, o mette il suo al posto di quello del kit.
Aggiornato mentre guardi
Quando i dati cambiano, le schermate aperte si aggiornano da sole. Vale per la lista degli ordini come per il contatore in cima: non è una cosa da attivare, è come funziona. Per le conversazioni, la presenza e i cursori ci sono i canali.
Trovabile
Le pagine pubbliche arrivano già scritte al visitatore e ai motori di ricerca — titoli, descrizioni, anteprime nei social, mappa del sito — senza doverci mettere mano.
3Le persone

Chi entra, e cosa può fare

Gli accessi non sono una funzione che si aggiunge: sono una regola che si dichiara, e da quel momento vale in ogni schermata, in ogni azione e in ogni chiamata fatta da un altro programma.

  • Come entrano le persone
    Email e password, codice via email, account Google e simili: si accendono i modi che servono. Chi si registra finisce nel progetto, non in un sistema a parte.
  • Chi può fare cosa
    Se una persona può fare un'operazione lo dice il permesso, che ne porta il nome; un ruolo è un elenco di permessi, e vale in ogni schermata e in ogni azione. Su quali righe lo dice la tabella: le sue, quelle col suo id, o tutte per i ruoli che lo dichiarano. Nessuno vede i dati di un altro perché è la regola a dirlo, non perché qualcuno si è ricordato di filtrarli.
  • La squadra
    Inviti chi lavora con te e ognuno vede la sua parte, senza pagare a testa. I clienti del tuo prodotto sono un'altra cosa ancora, e restano separati.
  • Anche i programmi
    Se un altro sistema deve parlare con la tua app, riceve una chiave sua, con i suoi permessi, i suoi limiti al secondo e una scadenza. Si revoca quando vuoi. Un altro progetto della tua organizzazione la chiama senza chiave, se lo hai dichiarato.
4Quando il progetto è vivo

Le cose che servono dopo il primo giorno

Arrivano quando servono, e non chiedono di ricominciare: si aggiungono a quello che hai già, e nessuna di esse è un servizio esterno da collegare e da pagare a parte.

Gli agenti dentro il tuo prodotto
Documenti
I file del progetto: caricamenti dei clienti, allegati, ricevute, e le immagini, che arrivano già nella misura giusta a chi guarda. Privati per davvero: ci si arriva solo passando dall'applicazione, e nessuno può far puntare una sua riga al file di un altro per scaricarlo. Lo stesso file caricato due volte occupa lo spazio di uno.
Agenti per i tuoi utenti
Un assistente dentro il tuo prodotto, che conosce i dati del progetto e sa fare le cose che gli hai permesso: cercare, prenotare, riepilogare. Risponde anche dai documenti che gli dai, PDF scansionati compresi. Lo descrivi come descrivi il resto, e la chat c'è già.
Un modello nel codice
Un'azione chiede a un modello un testo, dei dati con la forma che dici, la lettura di un'immagine, una voce o una trascrizione: un oggetto solo, nessuna chiave da procurarsi, e il costo scende dal saldo come il resto.
Email
Conferme, avvisi e ricevute partono col tuo aspetto e dal tuo mittente, con gli allegati che servono — la fattura in PDF, un documento del progetto. Si scrivono una volta, si vedono in anteprima esattamente come arriveranno, e si provano su un indirizzo vero; un segnaposto rimasto senza valore viene segnalato prima che l'email parta.
Notifiche
Una notifica arriva a una persona dove si trova — sul telefono, nel browser in secondo piano, nell'app chiusa. Il codice nomina le persone, non i dispositivi, e sa chi non ne ha uno acceso, per raggiungerlo in un altro modo.
Servizi esterni
Un'API di qualcun altro si dichiara in un file: la chiave sta nella cassaforte del progetto, non nel codice, e ogni chiamata ha il suo tempo massimo e il suo limite. Per i servizi che chiedono il consenso di una persona, il collegamento è un bottone.
Preferenze
Il tema, la vista che si preferisce, un orario: si dichiarano con un tipo e un valore di partenza, valgono per persona o per tutto lo spazio e si ritrovano su ogni dispositivo.
Una libreria per ogni lavoro
Un PDF, un foglio Excel, un codice a barre, un calendario che si ripete: per ogni lavoro che la piattaforma non fa da sé c'è una libreria sola, già installata e già spiegata all'agente. Niente da scegliere, niente da installare.
5Portarlo fuori

Dove finisce quello che hai costruito

Lo stesso progetto arriva alle persone in tre modi — nel browser, come app Android, come codice nativo costruito sul tuo GitHub — e quando gli serve un computer intero se lo accende. Nessuna di queste strade è un altro prodotto da mantenere.

Le consegne
Un progetto solo, tre modi di consegnarlo: il sito sul tuo dominio, un'app Android e il codice nativo costruito sul tuo GitHub.Il tuo progettouno soloIl sito sul tuo dominioche si trova su GoogleUn'app Androiduna finestra sul sitoIl codice nativocostruito sul tuo GitHub
  • Il tuo dominio
    Colleghi l'indirizzo che hai già e il certificato si sistema da sé. Fino ad allora il progetto vive comunque su un indirizzo suo.
  • App Android
    La stessa interfaccia diventa un'app Android da installare: una finestra sul sito del progetto, con le notifiche anche ad app chiusa. Un prodotto da mantenere, più modi di consegnarlo.
  • Macchine dedicate
    Quando serve un computer intero — un lavoro pesante, un programma che deve girare sempre, un linguaggio che non è quello dell'app — lo accendi dentro il progetto, e dorme da sé quando nessuno lo usa.
  • E il tuo GitHub
    Il codice nativo — in qualsiasi linguaggio — sta su un repository, con la tua cronologia, e lo costruiscono i runner di GitHub. Quello che ne esce resta lì, e si scarica da un link firmato.
6Al sicuro

Cambiare senza avere paura

La differenza fra provare una cosa e rischiare il lavoro di un mese sta tutta qui: due ambienti, un tasto per pubblicare, e più di un modo di tornare indietro.

Una copia di prova, sempre
Si costruisce su un ambiente di prova e si pubblica quando si è pronti: chi usa l'app non vede i tuoi tentativi. Gli scenari che dicono cosa deve continuare a funzionare girano su un terzo ambiente, coi dati di partenza e una persona per ogni ruolo, e si disfano alla fine.
Pubblicare è un gesto
Un tasto porta online quello che hai preparato, dopo averti mostrato cosa cambia — i file, la struttura del database, cosa smetterebbe di funzionare per chi usa già l'API — e aver messo da parte una copia di quello che sta per essere sovrascritto. Ogni pubblicazione è una versione numerata che non cambia più.
Tornare indietro
Ogni giro dell'agente lascia un punto a cui tornare, la produzione torna a una versione precedente in pochi secondi, e le copie programmate riportano l'ambiente com'era — anche solo una parte, se è quella che si è rotta.
Sapere cosa consuma
Progetto per progetto vedi cosa costa e perché, e metti i tetti che vuoi. Un tetto raggiunto ferma i consumi nuovi, mai l'app che è già online.
7Il controllo

E se vuoi guardarci dentro, si apre tutto

Costruire parlando è il modo più veloce, non l'unico permesso. Il sorgente del tuo progetto c'è per intero, si legge e si corregge — e per le cose che una schermata fa meglio di un file, c'è la schermata.

L'editor e le GUI
L'editor è dentro il sito
Un editor vero — quello di Visual Studio Code — con più file aperti insieme, l'albero della cartella, cerca e sostituisci su tutto e i tipi che ti dicono cosa hai sbagliato mentre scrivi.
E ogni pezzo ha il suo pannello
Il database con la griglia delle righe e il disegno delle relazioni, l'inventario delle API con chi può chiamarle, i documenti col loro peso, i segreti, le chiavi, le email. Ordinati, non un campo di testo.
E niente è chiuso
Un'operazione generata si sostituisce con la tua, un componente del kit si rimpiazza mettendo un file nel progetto, il codice si scarica e i dati si portano via. Non c'è un formato segreto in mezzo.
Il conto

E si paga solo quello che consuma

Nessun abbonamento e nessun piano: un saldo in euro che scende con quello che l'applicazione fa davvero. C'è tutto dal primo giorno — nessuna di queste parti è chiusa dietro un livello.

Si parte gratis

Il modo più veloce di capirla è aprirla.

La dotazione iniziale basta per costruire il primo progetto per intero. Non serve la carta di credito.